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Manifesto della Pachamama

Updated: Jun 6

Le antiche civiltà delle Ande seguono e hanno sempre seguito i seguenti principi:


- Anche l’uomo appartiene a questa catena: si alimenta di minerali, piante e animali, ma è anche lui alimento di altri esseri superiori e questi, a loro volta, di altri ancora.

- Non sporcare il luogo in cui vivi. Mantieni pulita la Terra perché la dea te l’ha lasciata solo in prestito. Ricorda: tu sei solo un passeggero temporaneo su questo pianeta.

- La Terra è sacra perché in lei vive e regna la Pachamama, colei che rinnova i miracoli della vita di ogni giorno. Nella crescita delle piante risiede il miracolo della sua divinità, lei ti parla nel vento che passa fra le piante, nel canto degli uccelli, nelle risa dei bambini. Per questo devi ascoltarla con attenzione, perché la divinità ti parla in vari modi.

- Sii grato alla Madre Terra: rispettala, amala e onorala tutti i giorni. Ricorda che tu sei uno dei suoi tanti figli e che lei è sempre generosa con tutti loro, a cui riparte i suoi doni con amore.

- Accogli l’allegria che ti dà la Terra, vivi con questo atteggiamento, godi delle sue bellezze e accetta i suoi cambiamenti.

- Che il tuo passo sulla Terra sia come quello affettuoso di un bambino, che ama il battito del cuore di sua madre, e mai come il passo distruttore del cavallo del guerriero.

- Dai sempre anziché togliere, così come la Terra offre senza chiedere niente in cambio.

- La vita è il dono più prezioso che la Pachamama ti dà, accettala e fanne buon uso, non togliertela e non uccidere altri, perché insulteresti l’amore della Madre Divina.

- La sacra Terra non è tua proprietà perchè non puoi essere proprietario della tua dea; tu sei solo una piccolissima parte di lei, da lei sei nato e a lei tornerai nel giorno della tua morte.

da “Meditazione nelle Ande” di Hernán Huarache Mamani


Ho voluto riportare questo Manifesto che mi ricorda quello che dicevano i miei nonni e gli zii che vivevano in Umbria in una grande fattoria.

Il loro rapporto con la terra, con la natura, con gli animali era assolutamente rispettoso, vivevano in simbiosi con l’ambiente riconoscendolo fonte di vita e sostentamento.

In questo periodo stiamo vivendo l’urlo della terra che fa sentire la sua voce all'uomo che è andato molto, troppo oltre pensando di dominarla e di essere lui il Signore Assoluto.

La distruzione di vaste aree boschive e/o forestali patrimonio di ecosistemi complessi e ricchi di biodiversità, la realizzazione di ambienti poveri di natura, ampie metropoli con periferie degradate altamente popolate, sono la causa di quello che stiamo vivendo oggi in quanto la salute umana viene tutelata conservando la biodiversità.

E’ necessario tornare all'alleanza tra Uomo e Pianeta.

In particolare l’uomo occidentale deve lasciare il presuntuoso progetto di essere superiore e padrone assoluto che sfrutta l’ambiente naturale, lo forgia e lo domina secondo le proprie idee, aspirazioni venali e bisogni spesso fittizi.

Questo non significa non riconoscere il progresso tecnico e scientifico degli ultimi secoli e degli ultimi anni, fa parte dell’evoluzione dell’umanità che ha sete di conoscenza di sé e del mondo.

Antico e Moderno sono facce della stessa medaglia e le recenti scoperte della Fisica Quantistica, delle Neuroscienze, della Genetica, dell’Intelligenza artificiale e della Teoria della Complessità fanno parte dello sviluppo della civiltà e si integrano con i valori umani ereditati dai nostri antenati.

Il nostro mondo interiore costituito di pensieri, emozioni e sentimenti è strettamente connesso col mondo esterno in un interscambio inconsapevole che finisce per avere effetti negativi sia sulla nostra psiche sia sull'ambiente esterno.

L’ecologia profonda ha lo scopo di fare in modo che l’uomo sia in grado di gestire coscientemente e consapevolmente la sua relazione con l’ambiente, con i suoi simili in modo da poter continuare a costruire e mantenere pace ed armonia con tutto il creato.

La nostra vita, ovvero la vita umana con emozioni, sentimenti e cuore al centro è la forza per la ricostruzione della civiltà che abbia come base la pace e la bellezza.

Concludo riportando una frase di Pepe Mujica:

“Non siamo in guerra, questa è una sfida che la biologia ci pone per ricordarci che non siamo proprietari assoluti del mondo come pensiamo”.

Luisa Pigliapoco

Aprile 2020

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