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Piccoli piaceri quotidiani sono amore


Mi sveglio, apro la finestra l’aria umida e fresca mi fa rabbrividire per un attimo,

entra mi rinnova, mi prepara per la nuova giornata,

odore di erba bagnata, di pioggia, di foglie di erba Luisa

Esco e mi affascina il colore infuocato degli alberi,

il tappeto di foglie gialle sotto l’albicocco,

il colore del cielo grigio

anche il mare ha colori più scuri, più intensi,

è arrivato l’inverno serio e un po’ imbronciato.

Il corvo canta, le papere lanciano strani richiami, un cane abbaia lontano,

il vento scende lungo il rio e fa risuonare i rami e le foglie degli alberi,

il mare si infrange a riva in un borbottio soave.

Accarezzo il micio morbido e assonnato,

la mia mano affonda nel suo magnifico pelo caldo,

accarezzo la rana, il rospo che abitano il mio giardino,

mi guardano incantati da quel leggero contatto umano,

accarezzo la mia pelle calda, liscia, mi racconta la mia storia,

le pietre in riva al mare sono lisce e fredde … rabbrividisco …

mi manca il sole caldo,

entro nel bar assaporo la focaccia con la cioccolata calda,

può sembrare un contrasto ma le mie papille gustative impazziscono di piacere.

Sento di esserci, di appartenere, amare,

essere amata in un mondo meraviglioso di piccole, minime cose sottili, impalpabili che mi circondano e di cui sono parte.



Cito una poesia di Mary G. Baccaglini

Amate.

Che se non amate poi rimanete chiusi

nei vostri pensieri

e nel vostro ego

e arrivate a credere che siano tutti cattivi.

Che siano tutti bugiardi.

Che siano tutti carnefici.

E invece basterebbe

amarsi un po’ di più è capirsi un po’ di più,

che il mondo non è diviso in buoni e cattivi,

ma siamo tutti una grande trincea di corpi feriti.

Da qualcun altro.

Amate.

Che amare insegna a dare,

oltre il limite di ciò che si pensava di avere

Ma insegna anche a prendere,

perché a dare e basta

si rischia di diventare

un ente benefico per affamati.

E allora si dà, oltre misura.

E si riceve oltre misura.

In una bilancia dove alla fine

tutto si mischia

in una danza di dare e ricevere.

Amate.

Perché se non amate poi diventate respingenti,

poi allontanate le persone,

poi il cuore diventa più scuro

e vi riempite di credenze limitanti.

Di paure.

Di cuscini abbracciati di notte.

Amate.

Che se non amate poi smettete di farlo.

E l’amore va coltivato come una pianta

e come una pianta ha bisogno

di sole, di cure e di amore.

E ricominciare ad amare è difficile,

è la pianta che viene sradicata

e non sa più dove piantare le sue radici.

E’ una pianta spaesata.

Insicura.

Perduta.

Amate.

Che l’amore vi rende ciechi

e questo vi spaventa.

Vorreste essere cauti

ma che c’entra questo

con l’amore?

L’amore rende ciechi,

ma rende anche belli

oltre misura,

e il mondo oggi ha un ineguagliabile

bisogno di bellezza.

Amate,

che il resto conta poco.

Per non dire niente.

Luisa Pigliapoco

Novembre 2020

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