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LA PAURA COME FONTE DI RICERCA DELLA PROPRIA INDIVIDUALITA’:

La paura ci difende o ci offende?


Se qualcuno, a torto, crede di non aver paura o di non sentire paura è perchè si astiene dalla sua verità.


Ogni individuo nel suo procedere imbastisce il suo tempo con la paura.


La morte, in primis


Il dolore, in secundis


La paura, in tertiis


Ogni passaggio di vita si attraversa tramite questa trialità.


Un vate, senza paura, non è un vate


La saggezza, senza paura, non è saggezza


La felicita´, senza paura, non è felicità


Ogni passo dell’uomo esercita un flusso evolutivo non solo a livello terreno, ma anche all’interno della propria coscienza.


La ricerca dell’unione degli opposti è il parametro, indispensabile.


Temere ed avanzare,

avanzare temendo.


Tradotto..

Avanzare osservando e affrontando la paura.


Il sentimento della paura accompagna l’uomo come antagonista della sua pace.


Se la pace fosse totalizzante, l´uomo non giungerebbe ad una vasta conoscenza.


Tutto è pervaso dalla dualità, nulla può esimersi dalla dualità, come nulla può esimersi dalla unicità intesa come fusione, come comunione, come Uno!


La paura, come il dolore, come la morte fanno parte della dualità.


Ogni sentimento di paura va conosciuto, accettato, accolto, e, allontanato, con il convincimento della necessità della paura per il momento temporale che stiamo vivendo. La paura: un male necessario, ma transitorio.


Nulla può nuocere all’uomo se non la sua ignoranza, intesa come non consapevolezza di ciò che gli accade.


Dove c’è consapevolezza, c’è sentire di coscienza,


Dove c’è sentire, c’è esortazione verso la fiducia nella vita, per comprendere che ogni avvenimento ci accade in quanto necessario al nostro processo evolutivo in quell’armonia duale dove tutto prende senso.


Abbiamo appena vissuto un periodo storico unico, la pandemia, una sorta di tempesta universale in cui abbiamo visto vacillare sistemi, certezze, convinzioni, sicurezze e benessere….tutto questo ci ha inevitabilmente portato a fare luce verso molteplici direzioni, ognuno con la propria individualità e con il proprio sentire.


Una volta avrei pensato male della paura, ora la riconosco come parte del mio essere e la considero parte integrante e fondamentale del mio cammino in cui il muro della paura non solo cela ed a volte annichilisce, ma anche contiene, rivela ed espande.


Tutti gli avvenimenti ci accadono per un solo scopo:


espandere la nostra consapevolezza.


Qualunque altro significato noi vediamo nelle nostre esperienze sono state create da noi.


Anche se non possiamo decidere consciamente cosa ci accadrà, di certo lo interpretiamo secondo le nostre convinzioni.


Ogni situazione che incontriamo è un’occasione per evolverci.


In ogni momento possiamo scegliere fra l’amore e la paura.


La scelta dipende da noi.


Ogni esperienza costituisce l’opportunità di abbracciare la verità e rifiutare l’illusione.


In questo senso non c’è esperienza migliore o peggiore. Tutte sono ugualmente potenti ed esistono solo come terreno adeguato per nutrire la nostra divinità.


Un amico un giorno mi scrisse:


“La paura è la piccola morte che porta con sé l’annullamento totale.

Guarderò in faccia la mia paura.

Permetterò che mi calpesti e che mi attraversi.

E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scruterò il percorso.

Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla.

Soltanto io ci sarò.” (A.B.)

Ecco allora….vale la pena pagare questo prezzo affinchè l’opera si riveli.



Il coraggio non è l'assenza di paura, ma la consapevolezza che qualcosa è più importante della paura.

L'impavido forse non vivrà in eterno, ma il cauto, non vivrà affatto.

D'ora in poi percorrerai il sentiero che congiunge chi pensi di essere e chi vuoi diventare.

La chiave di tutto, sta nel permettere a te stesso di compiere il viaggio.”

(dal film di Garry Marshal, “Pretty Princess”)


Donatella Bazzotti

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