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Andare oltre il limite, essere i primi a compiere l'impossibile di Giovanna Benatti


“Ho molte cicatrici, ma porto con me anche il ricordo di momenti che non sarebbero mai accaduti se io non avessi osato spingermi al di là dei limiti.” Paulo Coelho

“Quanto più la mia vita viene spiegata sulla base di qualcosa che è già nei miei cromosomi, di qualcosa che i miei genitori hanno fatto o hanno omesso di fare e alla luce dei miei primi anni di vita ormai lontani, tanto più la mia biografia sarà la storia di una vittima.” James Hillman

“La vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare” Jovanotti

“Lo imposibile puede suceder” Rolando Toro

E nel caso avessimo bisogno di una spinta nell’ispirazione, ecco a voi “Point Break” (di Kathryn Bigelow con Keanu Reevs e Patrick Swayze) il capolavoro assoluto del (per me) coraggio di vivere fino in fondo il proprio sogno…

https://www.youtube.com/watch?v=W-XNe6_r5EQ

“Ognuno di noi cresce in un sistema di regole che qualcun altro ha definito per noi: nasciamo in un sistema familiare, educativo, culturale, sociale che ha delle proprie regole e quelle regole delineano dei confini ben precisi da rispettare come parte integrante di quel sistema di appartenenza, individuano i limiti entro i quali possiamo muoverci ed oltre i quali non possiamo andare, definiscono il sistema a cui apparteniamo e ciò che quel sistema nello specifico ritiene giusto e sbagliato.

Quando cresciamo sentiamo inevitabilmente il bisogno di capire chi siamo, cosa vogliamo e di cosa abbiamo bisogno ed allora diventa necessario individuarsi rispetto al sistema a cui apparteniamo.

Questo vuol dire che quel sistema di regole che qualcun altro ha definito per noi ed in cui siamo cresciuti deve essere necessariamente messo in discussione, dandoci la possibilità di oltrepassare quei limiti che per lungo tempo abbiamo rispettato per scoprire cosa si nasconde al di là del confine imposto.

In questo modo ci daremo l’opportunità di capire profondamente ciò che possiamo o non possiamo fare ed essere, ciò che siamo in grado o meno di fare e di essere, distinguendo ciò che per noi è giusto da ciò che per noi è sbagliato, ciò che ci piace da ciò che non ci piace, ciò che vogliamo da ciò che non vogliamo, ciò che ci nutre da ciò che ci avvelena.

Per capire davvero chi siamo, dobbiamo poter individuare i nostri personalissimi confini, andando oltre i limiti imposti, oltre la nostra zona di comfort e protezione (rischiando anche di sbagliare e di farci male) per poter scoprire quali sono i nostri reali limiti attraverso l’esperienza diretta con la vita e non più sulla base di schemi precostituiti per proteggerci dai rischi della vita” (Simona Baiocco – www.psicologonettunoanzio.it).

Sempre mi sorprende la perversa abilità che come genere umano abbiamo sviluppato e che ci permette di “rassegnarci”, “accontentarci”, accettare che “è sempre meglio di niente”. E sempre mi sorprende l’infinita pazienza del corpo che accetta ogni genere di deprivazione, fisica, emotiva, spirituale, erotica.

Noi umani siamo diventati campioni mondiali tra tutte le altre specie di una competizione che olimpica proprio non è: l’arte di vivere da un’altra parte della vita, mentre la vita, malgrado noi, ride, schiamazza, urla, geme e sussurra per essere vissuta pienamente.

Questo per me è l’amore. Per se stessi e per l’altro. Vivere pienamente, andare oltre la copertina di pile di ciò che “siamo abituati”: a fare, a pensare, a replicare. Vendere all’asta del Paradiso le nostre abitudini, tutte le nostre categorie e lasciarci spiazzare per un attimo.

Oggi non ho tempo, oggi voglio stare spento: grande Vasco.

Ma spenti, non perché siamo apatici, ma perché ci stiamo permettendo il famoso “wu-wei” la non-azione taoista che ci trasforma in spettacolari danzatori danzati dalla vita.

E proprio in questo momento in cui siamo un punto di amore in un oceano di caos, nel momento in cui sono saltate tutte le nostre certezze e le nostre categorie, che meraviglia poterci spingere oltre ai nostri limiti: fare, dire e pensare cose differenti. Sperimentare nuove idee, nuove azioni, nuovi pensieri. Essere acrobati della vita mentre la vita ci manda l’ispirazione. Questo è il momento del massimo “tutto è perduto”, quindi è anche il momento del massimo “tutto è possibile”. E non è vero che non siamo liberi: i nostri pensieri, le nostre emozioni, la nostra frequenza, la nostra attitudine sono liberi, sono contagiosi, possono aiutare gli altri che a loro volta possono aiutare gli altri... sono indomabili e hanno il grande superpotere di trasformare la realtà.

In questo momento di grande paura noi possiamo fare la Rivoluzione della gentilezza, del coraggio, della creatività, dello sperimentare nuovi NOI in tutti NOI.

Ma la verità vi prego, in nome dell’amore: non esiste amore che non superi un limite. Tutto il resto è Mulino Bianco

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