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Biodanza Friendly: Il progetto del Centro Gaja-Scuola di Biodanza di Vicenza

per la qualità sociale e la cura alla persona

 

Il Centro Gaja-Laboratorio per l’espressione biocentrica (struttura legale Associazione–presidente Luisa Benatti) è nato nel 1996 dal desiderio di un gruppo di insegnanti di Biodanza di creare per la cittadinanza uno spazio di crescita benessere ed espressione per il tramite di una metodologia espressiva includente e socializzante come la Biodanza.

 

BIODANZA? Una palestra “relazionale” per allenare e integrare

il corpo, la mente e il cuore

 

Fin dagli esordi dell’Associazione, è stato condiviso e chiaro tra i soci l’intento di utilizzare il metodo Biodanza con un approccio civico e sociale, sfruttando l’enorme risorsa relazionante della disciplina che la rende adatta a configurarsi come una pedagogia sociale di espressione di sé e di relazione con l’altro.

La Biodanza come metodo è apparsa fin da subito come un buon strumento da applicarsi tanto in situazioni sociali di disagio (persone con handicap, disabilità, disagio psichico) quanto in progetti di prevenzione del disagio stesso e di valorizzazione della persona (progetti di Biodanza nei quartieri e nelle scuole, in collaborazione con le Amministrazioni comunali).

 

Dal 1997 ad oggi sono numerosi i progetti di Biodanza clinica e sociale che il centro Gaja Scuola di Biodanza Vicenza ha sostenuto e sostiene, molti dei quali a titolo gratuito (per mezzo di una “tassazione simbolica di ore di gratuità” che gli insegnanti professionisti della Rete mettono a disposizione del progetto) ovvero con il solo rimborso delle spese logistiche e di viaggio.

Elenchiamo qui di seguito i principali progetti di Biodanza agiti dal centro:

- Gruppo con persone immigrate in collaborazione con “La Casa per la pace di Vicenza” (1997)

-Gruppo con malati   psichici (1999-tuttora in corso) con il gruppo di auto-aiuto "Davide e Golia"-Caritas.Referenti: dott. Livio Dalla Verde, psichiatra; dott. Andrea Spolaor, psicoterapeuta. 

-Gruppo con malati psichici con il gruppo “Il vento dell’aiuto”-Noventa (2005-tuttora in corso)

-Gruppo con malati psichici con il gruppo di auto-aiuto “Davide e Golia” di Schio (2003) Referente: sig.ra Angela Zanuso-sig.ra Luciana Botoli.

-Gruppo con malati psichici con l'Ulss 5 all'interno della Ctrp “Girasole” di  Montecchio Maggiore (2000) Referente: dott. Giulio Gios, psichiatra; Daniela Zambelli, assistente sociale. 

-Gruppo con disabili fisico-psichici, con il Centro diurno riabilitativo "Jumbo jet" di Vicenza (1999) e il Get (Gruppo educativo territoriale) dell'Ulls 6 di Via Maurisio. 

-Gruppo con disabili fisico-psichici presso la Comunità residenziale Anffas di Vicenza (2003)

-Biodanza per bambini presso un asilo privato di Thiene-Vicenza

-Gruppo con assistenti all'infanzia e sociali presso l'Istituto "Montagna" di Vicenza  (2000)

 -Gruppo con ragazzi sordi dell'Istituto "Magarotto" di Padova  (1998)

  -Gruppo con ospiti della Comunità per il recupero della tossicodipendenza a Vicenza (Comunità terapeutica "Vita Nuova") (2000)

Conferenze pubbliche gratuite a “La scuola del villaggio” Creazzo Vicenza

-Formazione pubblica rivolta alla riduzione del disagio

-Corso di Biodanza a sostegno della campagna “Meno alcool più gusto” promossa dal Sert Ulls 6 Vicenza (2005-2010 sei edizioni realizzate)

2006/2007/2008/2009: Giornata di formazione per Oss (Operatori socio-sanitari-corso promosso dalla Regione Veneto)

Dal 2009

-Progetto di Biodanza per ospiti Comunità terapeutica “Mosaico” Vicenza

-Progetto di Biodanza clinica per persone con disagio psichico e disabilità a Thiene (Associazione “Ritrovarsi”) in corso

-Progetto di Biodanza clinica per persone con disagio psichico e disabilità a Malo (Associazione “Davide e Golia” Malo) in corso

-Progetto di Biodanza clinica per persone con disagio psichico e disabilità a Sandrigo (Coop. “Margherita”)

-Progetto di Biodanza clinica per persone con disagio psichico e disabilità ad Anconetta Vicenza (Coop.Nuovo Ponte).

-Progetto Biodanza clinica Ceod Paese (Tv) referente prof. Clara Bianchin

-Workshop per operatori/familiari e malati di Alzheimer promosso dal Csv di Potenza e Centro Neapolis

-Corso di Biodanza civica patrocinato dal Comune di Chiampo -referente cons.comunale Cristina Senni (2010)

-Workshop per psicoterapeuti sulla mediazione non verbale in terapia Università Javeriana-Bogotà Colombia 2010

-Workshop per familiari e persone con autismo promosso dal Centro Neapolis di Potenza (2011)

-Corso di Biodanza civica per l’autostima femminile  promosso dal Comune di Malo (2011)

-Gruppo con persone della terza e quarta età Coop.Marameo/Montevarchi (2012)

-Gruppo di educazione biocentrica e ludoteca biocentrica bambini Coop.Marameo/Montevarchi (2012)

-Corso di Biodanza Friendly per i cittadini del Quartiere Ferrovieri Vicenza (2013)

-Gruppo per operatori e familiari di persone con Alzheimer promosso dal Comune di Vicenza nell’ambito del mese Settembre Alzheimer “Una strada da fare insieme” (2013)

-Corso di Biodanza clinico-sociale Cooperativa Nuovo Ponte (febbraio 2014-in corso)

-Corso di Biodanza clinica Istituto Palazzolo in S. Chiara (2014-in corso)

 

DAL 2010 IL CENTRO GAJA-SCUOLA DI BIODANZA VICENZA

E’ IMPRESA DI PROMOZIONE SOCIALE

DAL 2013 E’ PARTNER DEL PROGETTO EUROPEO GRUNDTWIG “THANKS: AZIONI POSITIVE PER LA CITTADINANZA ATTIVA”

DAL 2014 I CORSI DI BIODANZA CLINICA SONO OGGETTO DI RICERCA UNIVERSITARIA (DIPARTIMENTO FISPPA-UNIV.PADOVA)

DAL 2015 E' ATTIVO IL CORSO DI SPECIALIZZAZIONE POST-GRADO "BIODANZA E SALUTE MENTALE. FONDAMENTO DI INCLUSIONE SOCIALE"

 

Riteniamo che l’attività promossa dal Centro Gaja in questo decennio sia del tutto configurabile come attività di formazione, prevenzione e riduzione del disagio dalla forte valenza sociale e civica nell’ottica della promozione di una cultura della persona e del suo valore. In questo decennio sono centinaia e centinaia le persone, in stato di disagio o no, che si sono avvalse del metodo Biodanza e ne hanno tratto beneficio. Questo beneficio è un beneficio non privato ma “sociale” perché le persone lo portato poi a casa in famiglia, nei luoghi di lavoro e nei quartieri delle città dove vivono.

 

Biodanza Friendly: un modo nuovo di relazionarsi nella città

Il progetto: struttura e finalità

 

“Far uscire” la Biodanza dalle palestre, significa riconsegnarla al suo scopo ideale fondante: essere una pedagogia che per il tramite dell’incontro con se stessi, permette una migliore qualità nelle relazioni.

E scommettere che nei quartieri e nelle città sia uno strumento a mediazione non verbale a “far dialogare” meglio i cittadini fra di loro significa infondere una salutare provocazione che scuote il modello verticale e normativo del tessuto sociale, impregnato di patologie egoiche che sotto sotto rivelano una grande paura del differente da sé.

Riflettere e agire per ripensare ad un progetto di Biodanza “politico” significa immaginare e concretizzare un progetto che ridisegna lo scenario che abitiamo con i nostri passi e i nostri giorni, i nostri sogni, ciò in cui crediamo, le nostre aspirazioni.

Significa dare un contributo concreto per cambiare il passo alle città. Immaginare una nuova “Utopia”, una “Città dei cittadini” con al centro il paradigma centrale della Biodanza: non l’uomo al centro, ma la vita al Centro.

Porre la vita al centro, in un’ottica di progettazione sociale, può significare l’abbandono di un antropocentrismo riduttivo, in favore di una concezione ecologica di noi stessi, delle nostre case e città.Può riscattare una forma più ampia di gentilezza e dell’aver cura di ogni forma vivente. Una politica che pone come prioritario il piacere nelle scelte che contraddistinguono l’esistenza, che costruisce una società sostenibile, sobria ma non sacrificale, dove l’edonismo non è senso di colpa e non è ai danni di qualcuno diverso da noi.

Nella esperienza decennale del progetto di Biodanza Friendly, attraverso corsi di Biodanza gratuiti patrocinati dalle amministrazioni comunali, il Centro Gaja ha inteso gettare un seme di dialogo e di incontro al fine di migliorare la rete delle comunicazioni e delle relazioni tra le persone.

La vasta eterogeneità dei partecipanti (eterogeneità di età, di ceto, di percorsi formativi) ha senz’altro messo in risalto che la diversità individuale è un valore che può contribuire allo scambio del sapere e della crescita personale e che abbassare la soglia del giudizio verso l’altro significa nella maggior parte dei casi abbassare la soglia di aspettativa per i propri risultati esistenziali con una conseguenza generale destressante, facilitante e amichevole.

 

Corsi di Biodanza clinica e sociale in Veneto ed in Italia

Progettualità ed interventi nelle aree:

-salute mentale (psicosi/schizofrenia/autismo)

-disabilità e differenti abilità

-disturbi dell'umore (depressione)

-disturbi correlati alle dipendenze (alcoldipendenza/tossicodipendenza)

-disturbi del comportamento alimentare

-terza e quarta età (tanto nell'ambito della prevenzione, come nell'ambito degli interventi di riduzione

del disagio)

-malattie neurologiche (Parkinsons/Alzheimer)

-Interventi di Biodanza con gli operatori della cura (rivolti alla riduzione del rischio/prevenzione della sindrome del Burn Out/Umanizzazione del ruolo dii cura)

 

Vuoi conoscere il progetto più vicino alla tua città? Vuoi attivare un progetto di Biodanza clinica e sociale? Contattaci!                                             

                                                                                                Scarica il progetto:

 

 

 

Ibf-Corso di specializzazione post-grado "Biodanza e salute mentale. Fondamento di inclusione sociale"

Un percorso di specializzazione articolato in tre workshop (40 ore formative) finalizzato ad acquisire le conoscenze teoriche, metodologiche, vivenciali dell'applicazione di Biodanza in collettivi nell'area della salute mentale, disabilità, disagio psichico, malattie neurologiche, disturbi dell'umore. Questo corso nasce per dare risposta alla necessità di eccellenza professionale di tutti gli operatori di Biodanza che operano o desiderano operare in contesti sociali, sanitari, civici, educativi.

                                                                                               

Scarica la Brochure del Corso:

 

Il Forum Internazionale di Biodanza sociale e clinica: La felicità è un valore sociale

Uno spazio interattivo, multidisciplinare ed esperienziale che da oltre 6 edizioni (la prima nel 2010) richiama a Vicenza da tutto il mondo, esperti e appassionati, docenti, operatori e praticanti di Biodanza e di tutte le discipline che pongono al centro la persona e la salute, anziché il disagio, per il tramite della corporeità, dell'affettività e dell'espressione creativa di se in relazione con gli altri.

Uno spazio didattico, pedagogico e rivoluzionario al quale si danno appuntamento tutte le persone che credono che "un mondo migliore è possibile e comincia da me".

Fin dalla prima edizione, gli obiettivi del Forum sono:

1-Divulgare la motricità e le applicazioni a mediazione corporea come strumento di prevenzione della salute nell’ambito sociale di campagne per stili di vita sani

2-Far conoscere le distinte aree di applicazione sociale e clinico del sistema Biodanza, qui di seguito sintetizzabili in:

-area di integrazione sociale: progetti civici per l’integrazione di fasce specifiche della cittadinanza (terza e quarta età, immigrati, rom/progetti di Biodanza nelle carceri)

-area di educazione biocentrica (progetti di Biodanza per le famiglie/per la prevenzione e negli interventi contro la violenza intradomestica/ nella scuola: nell’educazione primaria e secondaria)

-area di educazione biocentrica/clinica (progetti di Biodanza per l’integrazione di bambini, adolescenti e giovani immigrati/Biodanza per la prevenzione del disagio minorile in quartieri a rischio)

-area di Biodanza clinica (progetti di Biodanza per persone con disagio psichico medio e grave, disabilità e disturbi del comportamento/disturbi neurologici/ Biodanza per la riabilitazione della tossicodipendenza/disturbi alimentari/alcolismo/progetti di Biodanza per la riduzione dello stress negli operatori clinici e sociali)

3-Favorire la conoscenza e l’applicabilità della pedagogia sociale della motricità:

-medici di base

-psichiatri/psicologi/psicoterapeuti

-assistenti sociali e assistenti di comunità

-insegnanti

4-Favorire la conoscenza del linguaggio non verbale agli operatori del sociale

5-Offrire strumenti a mediazione corporea per la riduzione dello stress negli operatori sociali

6-Favorire la conoscenza e l’applicabilità dei progetti sociali e clinici di Biodanza a:

-insegnanti in tirocinio di Biodanza

-insegnanti titolari di Biodanza

7-Promuovere la diffusione delle scienze bio-naturali

 

 

 

                                                                                                 

Scarica gli atti del Forum

ATTI 7 FORUM INTERNAZIONE
BIODANZA SOCIALE 2017
a cura di
Ilenia Gaetani

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